"Un taglio del 20% delle risorse della Pac è un disastro annunciato". A denunciarlo sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo nel commentare la presentazione del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che prevede la diminuzione delle risorse della Politica agricola comune, con l’accorpamento delle risorse per lo sviluppo rurale in un fondo unico. Una scelta contro la quale i giovani agricoltori della Coldiretti hanno dato vita a una protesta nel centro di Bruxelles e di Roma con cartelli e grandi striscioni raffiguranti la presidente della Commissione che gioca con le stelle simbolo dell’Unione e le scritte “Benvenuti a Vonderland” e “Questa non è Europa”.
«Di fronte a un taglio del 20% delle risorse della PAC la presidente Von der Leyen si nasconde e si sottrae a quella visione strategica che dovrebbe guidare l’Europa - comunica il presidente di Coldiretti Parma Luca Cotti- Una scelta che mina la democrazia e allontana ancora di più l’Unione dai suoi cittadini e dai suoi territori. Serve responsabilità, serve coraggio, serve buon senso. E servono subito risposte dalle istituzioni.»
"Ora tocca ai capi di Stato e di governo che dovranno interrompere il loro silenzio e fermare questa pericolosa deriva autocratica - prosegue - ulteriormente dimostrata da questo bilancio folle. Paradossalmente dobbiamo fare appello alla regola dell'unanimità per salvare la democrazia europea".
"Se i governi non si opporranno - assicurano i vertici di Coldiretti - avranno anche loro la corresponsabilità di aver ucciso la politica agricola in Europa. Ormai è chiaro a tutti che in Europa comanda solo la Von der Leyen, come fa Xi Jinping in Cina, tra l'ignavia e la mancanza di coraggio e di dignità dei Commissari. Un disegno mortale per l'agricoltura e per la tenuta democratica dell'Unione, che è sempre più sempre più lontana dai suoi popoli e sempre più vicina alla sua implosione".
“Ma non finisce qui – assicura il presidente Cotti – La nostra mobilitazione resta forte e permanente, perché non ci rassegniamo a chi vuole togliere i soldi alle imprese agricole e al cibo sano per finanziare i carri armati e rovinare la salute dei consumatori, depotenziando un settore strategico per l'Europa e per l'Italia in particolare, come l'agricoltura e l’agroalimentare. Abbiamo davanti due anni per combattere questa deriva - concludono - salvare gli agricoltori e scongiurare la fine del sogno europeo”.
