23 Dicembre 2011
MOBILITAZIONE CONTRO I “FALSI DI STATO”

Una mobilitazione contro “i falsi Made in Italy” è in atto su tutto il territorio provinciale ad opera di Coldiretti per denunciare la produzione di alimenti che con marchi e colori richiamano l’italianità, ma che in realtà vengono prodotti all’estero.
La denuncia prende le mosse dal “caso Simest”, la società partecipata dal ministero dello Sviluppo economico, che finanzia la produzione in Romania di formaggi di pecora da latte rumeno, commercializzati con marchi che richiamano il made in Italy, come “Dolce Vita” e “Pecorino”, e che ha firmato un accordo con una grossa ditta italiana per finanziare negli Stati Uniti la commercializzazione di prodotti della salumeria italiana, con nomi che evocano i prodotti tipici della gastronomia nazionale e delle specialità regionali, come culatello, bresaola, finocchiona, soppressata, ottenuti però con ingredienti, materie prime e manodopera esteri.
“Ancora una volta – commenta il Presidente di Coldiretti Modena, Maurizio Gianaroli – ci troviamo a denunciare il furto di identità che viene perpetrato ai danni del nostro Made in Italy. Questo caso è ancor più paradossale in quanto siamo di fronte ad un atteggiamento dello Stato italiano che possiamo definire schizofrenico perché se da una parte si attiva, anche a livello comunitario, per la tutela e il riconoscimento dei prodotti tipici italiani dall’altra finanzia una società che fa concorrenza sleale agli stessi prodotti. Tutto ciò è ancor più scandaloso in un momento di grave crisi  in cui il nostro Paese è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale e con il Made in Italy, in particolare quello agroalimentare, universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva e di sviluppo del Paese.”
Per queste attività all’estero, Simest – informa Coldiretti – nel 2010 ha stanziato 123 milioni di euro, che in Italia potrebbero rappresentare circa 4.000 stipendi di media entità, oppure avrebbero potuto consentire l’avvio di allevamenti bovini da 200/250 capi creando 500 nuovi posti di lavoro.
L’agroalimentare - ricorda Coldiretti Modena - rappresenta oltre il 16% del Pil nazionale con l’export agroalimentare che raggiunge quasi 28 miliardi di euro e ha segnato, anche durante la crisi, tassi di crescita del 13%. L’Italia è il Paese dei primati nell’agroalimentare per valore aggiunto per ettaro, per la produzione e l’esportazione di vino nel mondo e per la qualità con la Provincia di Modena punta di diamante vantando ben 11 prodotti Dop e Igp, 9 denominazioni di vini Doc e Igt e 28 prodotti iscritti all’albo nazionale dei prodotti tipici.
“La nostra mobilitazione - continua Gianaroli - sta sensibilizzando tutte le amministrazioni locali, la Provincia, la Camera di Commercio, i Consorzi di tutela, le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste. Proprio ieri abbiamo avuto l’appoggio della Regione Emilia Romagna con la risposta dell’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ad una interrogazione dei consiglieri di maggioranza con la quale si chiedeva alla giunta regionale un intervento presso il Governo per tutelare il made in Italy e che definisce i finanziamenti della Simest “in palese contraddizione con le molteplici iniziative finalizzate alla tutela ed alla valorizzazione delle nostre produzioni di qualità” .

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