18 Maggio 2026
DA AGRINIDO A MERCATI CONTADINI: LA MULTIFUNZIONALITA’ HA SALVATO OLTRE 50MILA AZIENDE AGRICOLE

A 25 anni dall’approvazione della Legge di Orientamento il bilancio della rivoluzione che ha cambiato il volto dell’agricoltura

Il 18 maggio 2001, fortemente sostenuta e ispirata da Coldiretti e portata avanti dall’allora ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, veniva approvata la Legge di Orientamento che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, allargando i confini dell’attività agricola alla multifunzionalità. A tracciare il bilancio è Coldiretti, con il valore delle attività multifunzionali, tra connesse e di supporto, che è aumentato di quasi due volte e mezzo, passando da 6,3 a circa 15 miliardi e arrivando a rappresentare oltre 1/5 del “pil” agricolo totale, secondo Istat. Una svolta epocale che a venticinque anni di distanza continua a produrre i suoi frutti, contribuendo in maniera determinante ai primati dell’agroalimentare Made in Italy e al nuovo protagonismo degli agricoltori all’interno della società. Le attività vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e altre categorie fragili, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili, oltre agli agriturismi che hanno reso l’Italia un punto di riferimento del turismo globale, a partire da quello esperienziale. A questi si aggiungono tutte le attività di supporto alle aziende agricole.

Ma l’agricoltura italiana è diventata un modello di innovazione anche a livello europeo dove vanta oggi la leadership essendo arrivata a rappresentare ¼ del valore totale delle attività connesse nella Ue, staccando di quasi 10 punti percentuali la Francia e di 12 l’Olanda.

Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Istat e Ismea, le aziende agricole con attività multifunzionali sono 380mila. La voce più pesante è quella rappresentata dalla vendita diretta dei prodotti aziendali (in azienda, nei mercati contadini, on line, ecc.) praticata da 270mila aziende, davanti alla produzione di energia rinnovabile (circa 60mila) e all’agriturismo (oltre 26mila). Anche altre attività, pur con numeri più contenuti, hanno assunto un rilevante ruolo sociale: le 3.400 fattorie didattiche attive in Italia offrono laboratori ai bambini durante l’anno e l’estate, diventando servizi importanti per le famiglie; le 3.600 aziende agricole impegnate nella sistemazione di parchi e giardini, grazie alla Legge di Orientamento, provvedono anche alla manutenzione delle aree verdi comunali.

Anche l’Emilia-Romagna rappresenta uno dei territori simbolo della multifunzionalità agricola italiana. In regione si contano oggi oltre 1.200 agriturismi attivi e circa 300 fattorie didattiche accreditate, oltre a migliaia di aziende impegnate nella vendita diretta, nella trasformazione aziendale e nelle attività connesse. Un sistema che negli anni ha contribuito a mantenere vive le aree rurali, creando occupazione e nuove opportunità soprattutto per giovani e donne, rafforzando al tempo stesso il rapporto diretto tra produttori e consumatori attraverso mercati contadini e filiera corta.

“L’Emilia-Romagna è stata protagonista di questa evoluzione, dimostrando come la multifunzionalità possa rappresentare uno strumento concreto per dare reddito alle imprese agricole, mantenere vivi i territori e rafforzare il legame con i cittadini", commenta il Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Luca Cotti. "Agriturismi, mercati contadini, fattorie didattiche e attività sociali sono oggi parte integrante di un modello agricolo che ha saputo innovarsi senza perdere il rapporto con le proprie radici”.

“La multifunzionalità ha consentito a molte aziende agricole regionali di diversificare l’attività e affrontare con maggiore forza le trasformazioni economiche e climatiche degli ultimi anni" sottolinea il direttore di Coldiretti Emilia Romagna, Marco Allaria Olivieri. "Oggi rappresenta una leva strategica non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e ambientale, perché significa presidio del territorio, servizi alle comunità e valorizzazione autentica del Made in Italy”.

La legge di orientamento ha avuto un impatto profondo anche sul piano occupazionale, trasformando l’azienda agricola da semplice luogo di produzione a impresa multifunzionale capace di creare nuove professionalità e nuovi redditi nei territori rurali, ampliando le occasioni di lavoro, soprattutto per giovani e donne. La crescita di agriturismi, filiera corta, fattorie didattiche e agricoltura sociale ha generato nuove professioni nel mondo agricolo: addetti all’accoglienza, vendita diretta, comunicazione, servizi educativi e assistenziali, oltre a figure nei servizi ambientali, territoriali ed energetici legati alle rinnovabili agricole.

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