È una risposta concreta del Masaf alle richieste avanzate da Coldiretti per difendere il reddito delle aziende agricole e salvaguardare la capacità produttiva del Paese.
Grazie al lavoro portato avanti da Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ha attivato oltre 136 milioni di euro per sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi dei fertilizzanti causato dalla crisi in Medio Oriente. Una misura importante per garantire liquidità e continuità produttiva agli agricoltori in una fase particolarmente difficile, segnata da forti tensioni internazionali e da costi di produzione sempre più pesanti.
Le risorse consentiranno di compensare il 50% degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture maggiormente interessate dall’incremento dei prezzi e caratterizzate da un più elevato impiego di concimi.
Sono beneficiari del sostegno gli agricoltori che hanno presentato entro il 25 luglio 2026 la Domanda Unica o altra domanda di aiuto per interventi a superficie e che hanno subito una perdita di redditività a causa dell’aumento del costo dei concimi.
Il sostegno riguarda esclusivamente le superfici e le colture risultanti dal fascicolo aziendale e disponibili nella conduzione del beneficiario alla data del 15 maggio 2026, sulla base di un valido titolo di conduzione.
Sono ammesse le colture per le quali l’incidenza dell’aumento del costo delle concimazioni sul valore della produzione per ettaro è risultata superiore all’1,5%, individuate sulla base dei dati ISMEA.
Nel Decreto sono già individuate le colture interessate e gli importi massimi riconoscibili per ettaro, come di seguito riportati:
- Cereali (eccetto mais da granella e mais da insilato ceroso): 35,25 €/ha;
- Mais da granella: 64,30 €/ha;
- Mais da insilato (ceroso): 41,55 €/ha;
- Altri seminativi e foraggere non leguminose: 32,80 €/ha;
- Barbabietola da zucchero: 35,30 €/ha;
- Girasole: 36,00 €/ha;
- Colza e ravizzone: 29,60 €/ha;
- Olivo: 25,55 €/ha;
- Nocciolo: 30,25 €/ha.
Il Decreto prevede inoltre, all’articolo 6, una seconda possibilità di intervento attraverso lo sviluppo rurale delle Regioni, con riferimento alle superfici agricole destinate alle colture per le quali l’incidenza della variazione del costo delle concimazioni rispetto al valore della produzione per ettaro risulti inferiore all’1,5% e che, pertanto, non rientrano nel sostegno disciplinato dal Decreto.
Coldiretti Emilia Romagna sta intervenendo con la Regione affinché venga predisposto l’intervento previsto con particolare riferimento alle colture frutticole, orticole e alla vite.