10 Gennaio 2022
PESTE SUINA, COLPEVOLE MANCANZA PREVENZIONE

“Purtroppo ci troviamo ad affrontare una grave emergenza sanitaria perché è mancata la necessaria prevenzione come abbiamo denunciato più volte, in piazza e nelle sedi istituzionali, di fronte alla moltiplicazione dei cinghiali che invadono città e campagne con gravi conseguenze anche sulla sicurezza dei cittadini - è quanto afferma il Presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari dopo il caso accertato di peste suina africana e altri due in attesa di conferma, tra Piemonte e Liguria, come già successo in Germania e nell’Est Europa. A rischio – sottolinea Coldiretti Modena – è uno dei settori di eccellenza della nostra provincia che conta 276.000 capi e 200 allevamenti.
“Abbiamo piu’ volte evidenziato - afferma Borsari - il rischio della diffusione della Peste Suina Africana (Psa) attraverso i cinghiali e la necessità della loro riduzione sia numerica che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. Adesso serve subito – avverte il Presidente della Coldiretti modenese - un’azione sinergica su piu’ fronti anche con la nomina di un commissario in grado di coordinare l’attività dei prefetti e delle forze dell’ordine chiamate ad intensificare gli interventi, per tutelare e difendere gli allevamenti da questa grave minaccia che rischia di causare un gravissimo danno economico alle imprese”
La Peste Suina Africana – precisa Coldiretti Modena – può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.
“Servono ora interventi immeditati per fermare il proliferare dei cinghiali e garantire la sicurezza degli allevamenti ma occorre anche – continua Borsari - monitorare attentamente la situazione per evitare strumentalizzazioni e speculazioni a danno del settore. Si ravvisa infine la necessità di avviare iniziative comuni a livello europeo perché – conclude Borsari - è dalla fragilità dei confini naturali del paese che dipende l’elevato rischio di un afflusso non controllato di esemplare portatori di peste.”

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